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CA' DEI MORI

Dal Pino, un punto panoramico presso il dirupo della rocca consente una vista d'insieme su altre borgate. A sinistra si nota Ca' dei Mori, con una casa-torre a strapiombo sull'Aurelia e sul mare. Guido Valabrega, docente di storia dei paesi afro-asiatici all'Università di Bologna, seguendo un'inveterata tradizione ed attingendo al Varigotti pubblicato da Luigi Jalla nel 1958, riteneva che a Varigotti si fossero stanziati i saraceni per almeno una cinquantina d'anni, tra il IX ed il X secolo. In Presence des sarrasins à Varigotti, pubblicato nel 1986, egli opinava che si potessero scorgere, nella tipologia costruttiva delle case mediterranee del borgo vecchio, numerosi elementi in comune con le costruzioni tipiche delle coste maghrebine. Egli reputava altresì che Cà dei Mori, Chien e Pino (nell'ultimo dei quali individuava un altro tipo di abitazione "saracena") fossero tre piccoli centri sviluppatisi contro possibili attacchi diretti a neutralizzare l'insediamento arabo di Varigotti. Inoltre, a proposito di Cà dei Mori, Valabrega affermava che "soit pour le nom qui est resté, soit pour la position ou les modalités de construction, fut indubitablement un véritable fort arabe, lequel permettait de contrôler la voie de communication la plus proche en direction de Finale Ligure le long de la mer". Queste tradizioni sopravvivono oggi solo nel soprannome di "saraceni" attribuito ai varigottesi.

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