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CHIEN E GIARDINO

In basso si osserva l'edificio rurale della casa Canonica, alla sinistra del quale più a valle sorgeva il mulino, distrutto nel secondo dopoguerra, ricordato dal nome del quartiere. Più in alto a destra si notano i ruderi del mulino marchionale, azionato dalla forza dell'acqua del rio Isasco; è ancora visibile il relativo serbatoio. Il mulino è citato in uno dei processi svoltisi tra gennaio e marzo del 1541 contro alcuni varigottesi accusati di aver macinato le loro olive in gombi di “particolari” anziché in quello marchionale. Un documento conservato presso l'archivio comunale a Finalborgo ne attesta l'uso ancora nel Settecento: "Nel Gombo di Varigotti si deve rifare la Cappa del Camino per essere cascata, aggiustare il focolaro et riparare la testa di detto camino disfatto dal vento, e turarsi qualche buchi che sono nel muro [...] Finale 2 marzo 1716".

Più in alto a sinistra la borgata Chien, dal fiero aspetto difensivo, consente di apprezzare la simbiosi tra gli elementi naturali e le strutture create dall'uomo, essendo anch'essa edificata su articolazioni naturali degli scoscendimenti rocciosi. Al di sotto si scorge il Giardino, frazionato in gruppi di case digradanti.

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