IL CAPO

Unitamente alla perdita d'importanza dell'area portuale e del promontorio, si svilupparono e si accrebbero via via nel Cinquecento e nel Seicento nuovi insediamenti abitativi, in primis il Capo, che presenta un modello planimetrico formato da isolati di forma rettangolare allungata, disposti lungo assi ortogonali rispetto alla costa. Non si può tuttavia escludere che le costruzioni del Capo, indicate da Lamboglia come non anteriori al XV secolo, possano avere un'origine più antica.

Dapprima comunità autonoma ("compagna" del marchesato) nel 1385 Varigotti confluì temporaneamente in un'unica realtà amministrativa insieme con le compagne di Portio e di Voze. Tra XII e XIV secolo i varigottesi non appaiono come gestori di attività commerciali connesse alla navigazione; alcuni di essi sono citati nelle fonti come semplici marinai. Nel Seicento molti sono imbarcati come pescatori di corallo: nell'estate del 1653 alcuni varigottesi sono a corallare a Trapani. Nell'aprile del 1658 patron Francesco Rosso riceve da Raffaele Di Negro 500 lire per recarsi in Sardegna a pescare corallo con la sua fregata. Nel corso del Seicento l'attività della pesca conobbe un sensibile incremento; una relazione camerale afferma che le barche destinate alla pesca del pesce azzurro tra Marina e Varigotti passarono da una quarantina negli anni Quaranta ad oltre un centinaio nel 1678. I pescatori erano tenuti a pagare alla Camera la decima del pescato; agli inizi del Settecento la riscossione è affittata al varigottese Andrea Sirombra. Nella Relación sacada el año de 1652 a Varigotti si contavano 732 abitanti, che saliranno a circa 800 in uno stato delle anime redatto nel secondo decennio del Settecento. 


Nel borgo vecchio sono individuabili tre antiche contrade: giungendo da levante, il moderno hotel "Al Saraceno" ed il complesso residenziale "La giara" individuano la Contrada dei Bardini in cui l'antico tessuto edilizio è stato ampiamente rimaneggiato o obliterato da edificazioni successive; un edificio di uso civile (più facilmente individuabile dall'arenile) era l'antica cappella della famiglia Bardini. In breve, oltrepassato il rio Fontana, s'incontra la Contrada del Capo, attraversata dall'omonima via. Sul lato di sinistra l'edilizia recente ha cancellato antichi terreni agricoli; sul lato destro una schiera di case mediterranee si affaccia direttamente sulla spiaggia. Un passaggio voltato immette nella terza contrada, detta "dei Mendari"  che comprende la piazza Cappello da Prete e la piazza dei Pescatori, un tempo occupate da orti protetti da muretti. Dalla punta del molo si ha una vista d'insieme sul paese vecchio con le tipiche case dai tetti a terrazza, costituite da quattro pareti disadorne che sorreggono una terrazza a cupoletta in mattoni talora protetta da contrafforti inclinati. Questa tipologia costruttiva, presente anche in altri gruppi di case sparse nel territorio di Varigotti, costituisce quasi un unicum in Riviera; derivata da una remota tradizione locale, subì forse l’influsso di paesi posti sulle sponde meridionali del mediterraneo. Un'errata tradizione ha voluto riconoscervi una prova dell'origine arabo-saracena del borgo.

Lasciato il Capo si prosegue a ponente lungo la passeggiata notando a mezza costa una protuberanza rocciosa che domina il paese (lo scoglio lungo). Si costeggia l'espansione turistico balneare recente in cui si riconoscono, tra i tanti edifici realizzati in prevalenza negli anni Cinquanta e Sessanta, villini e case borghesi di primo Novecento, come villa Chiaves e villa Caterina.

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