LE MANIE E L'ARMA

unnamed.jpg

LE MANIE

Lasciato il vallone di Isasco, si incrocia la moderna strada provinciale (1949-50) presso la valletta di S. Brigida; il nome ricorda un'antica cappella i cui ruderi vennero distrutti per fare spazio alla strada. La sterrata in discesa conduce alla chiesa di S. Giacomo, parrocchia delle Manie. Tramite questo tracciato il fundus romano di Isasco era collegato alla più interna via Iulia Augusta (13 a.C.). Si prosegue a sinistra seguendo la moderna provinciale che ricalca, in alcuni tratti, il tracciato della strada romera, la via pre-napoleonica passante per Valpia-Le Manie-Voze-Spotorno. Questo percorso, precedente alla viabilità augustea e forse di origine pre-romana (la mitica via Herculea), tornò in uso dall' età tardo antica.

In breve si perviene alla località torre Mendaro nel punto in cui la strada compie una profonda conversione a destra: il toponimo ci rimanda ad un'antica casata di Varigotti; a tal proposito si può ricordare la figura del popolano Mendaro di Isasco, protagonista della nota leggenda finalese "Belenda e Mendaro". Qui la vista si apre sull'area pianeggiante della Brea, caratterizzata da nuclei abitati sparsi. La torre, compresa in una proprietà privata, presenta una massiccia struttura in pietra con caditoie; attorno vi sono le terre cedute da Enrico II del Carretto al preposto di S. Lorenzo in Varigotti con atto del 1213 (...totum illud quod habemus et per nos invenire poteritis in Menderio).

Numerose sull'altopiano le chiese in abbandono già nel XIV secolo: oltre alle citate cappelle di S. Pietro e S. Brigida, in questa zona sorgeva la chiesa di S. Martino, di cui non è stato rintracciato il sito pur dovendosi forse localizzare nei pressi dell'attuale omonimo camping. La presenza di questi edifici religiosi, come indica G. Testa, può essere indice di una fase di inaspettata vitalità che dovrebbe indurre ad approfondire le dinamiche demografiche di questo territorio tra il tardo antico e l'alto medioevo.

Seguendo la provinciale, si giunge di fronte ad un'osteria ricavata in una chiesa sconsacrata. Come un recente studio di G. Testa ha messo in luce, la chiesa, dedicata a S. Giacomo, fu edificata tra il 1777 ed il 1779 dopo aver abbandonato il precedente edificio religioso seicentesco ubicato a pochi metri ed oggi scomparso. Si svolta a destra e si perviene all'attuale chiesa Parrocchiale, anch'essa dedicata a S. Giacomo Maggiore. Edificata a partire dal 1845, inglobò una cappella eretta alla fine del Settecento, ovvero pochi anni dopo, ed a breve distanza dall'edificio attualmente trasformato in osteria: il motivo è da ricercarsi nella profonda rivalità tra differenti borgate della zona. S. Giacomo divenne parrocchia, smembrandola da Varigotti nel 1861, ma la rivalità tra le due fazioni delle Manie durò ancora oltre vent'anni. In chiesa è conservata la cassa processionale con il santo titolare, opera del noto scultore savonese Antonio Brilla (1862).

60913634.jpg

L'ARMA DELLE MANIE

L'Arma delle Manie è una grande caverna su cui è abbarbicato un insediamento rurale che fa di questo sito un'area abitata senza soluzione di continuità fin dai tempi più remoti. Le indagini archeologiche condotte nella caverna hanno permesso di ottenere importantissimi dati paleoclimatici e paleoambientali ed hanno riportato alla luce livelli del paleolitico superiore e medio. La continuità d'uso da parte dei contadini della zona giunge fino ai nostri giorni: sono ancora visibili reperti della cultura materiale locale.

Dall'Arma si può scendere alla via Julia Augusta passando in prossimità del riparo preistorico di Pian del Ciliegio. 

©2019 di Varigotti Insieme. Creato con Wix.com