PARROCCHIA DI SAN LORENZO

La seicentesca parrocchiale di S. Lorenzo è affiancata dall'oratorio dedicato a S. Antonio abate. Entrambi gli edifici rimasero a lungo isolati dal restante tessuto edilizio.

Nel 1585, come emerge dalla visita apostolica di Mons. Mascardi, la vecchia chiesa di S. Lorenzo era quasi abbandonata e le funzioni si svolgevano nell'oratorio di S. Antonio, esistente già nel XIV secolo, retto da Disciplinati. Già l'anno dopo, il titolo di parrocchia venne trasferito alla piccola chiesa di S. Antonio, riedificata trasformando il precedente oratorio, con andamento parallelo al mare ed ingressi laterali. Il 9 marzo 1586, nella solenne messa domenicale, il prevosto Pietro Averio rese pubblico il decreto vescovile col quale si approvava il trasferimento della parrocchiale.

L'architetto Storace, tra il 1624 ed il 1637, edificò infine l'attuale chiesa barocca di S. Lorenzo, inglobando alcune strutture della precedente chiesa, della quale sussiste parte del campanile. Alla costruzione della chiesa collaborarono i varigottesi, sia prestando mano d'opera gratuitamente, sia vendendo all'asta una percentuale del ricavato della pesca.

La facciata ha linee semplici come quelle del vicino oratorio. L'interno , a navata unica, presenta affreschi di Andrea Rossi (1867) nella volta e nel catino absidale con scene della vita del Santo titolare. 

Si perviene quindi alla cappella della Madonna del Rosario, aggiunta dall'omonima confraternita; la cappella, dotata di cupola e decorata con stucchi, ospita al centro una nicchia con la statua della Vergine, di gusto spagnolo, collocata qui nel 1730. Sulla parete destra è visibile il grande tabernacolo ligneo dorato cinquecentesco , finemente scolpito, proveniente da S. Lorenzo vecchio. Sulla parete sinistra vi è un'interessante tela seicentesca raffigurante la Madonna del rosario con il Bambino  nell'atto di donare il rosario a S. Domenico ; la attorniano S. Giuseppe, S. Filippo Neri e S. Teresa d'Avila. Attorno vi sono tondi monocromi con i misteri del rosario. La tela è copia della scuola del Maratta.

L'altar maggiore (1726) in marmi policromi è opera del genovese Pietro Ripa. Sul lato sinistro, presso il presbiterio, è collocato il polittico di S. Lorenzo, anche esso proveniente dall'antica chiesa ed opera di un modesto pittore locale. Nel comparto centrale è raffigurato S. Lorenzo con la graticola e la palma del martirio. Nel comparto di sinistra vi è S. Pietro con le chiavi al di sopra del quale un cartiglio recita: " Se per dilecto cercando tu vai, cercha Giesù che contento sarai". Nel comparto di destra è raffigurato S. Antonio Abate, al di sopra del quale sono indicati la data (1584) e i committenti, il preposto Pietro Averio ed i massari Giorgio Mendaro e Battista Mauri. Sopra vi è la Madonna con il bambino affiancata da S. Bernardo e S. Benedetto. In alto la cimasa con l'Eterno benedicente.

A metà Ottocento i varigottesi, scampati da un'epidemia di colera, chiesero all’architetto Domenico Porro di ingrandire la cappella di S. Pietro; la cappella ospita il fonte battesimale e una statua di S. Antonio, priva del maialino trafugato alcuni decenni or sono. Sempre sul lato sinistro della chiesa, presso l'ingresso, una tela di ignoto locale raffigura il Crocifisso e Santi (fine Settecento) . Ai piedi della croce, sulla sinistra, vi sono S. Antonio da Padova con il Bambino, un vescovo confessore e S. Bernardo abate rappresentato mentre tiene il diavolo alla catena. Sulla destra si trovano S. Lucia, raffigurata con la coppa che contiene gli occhi e S. Margherita di Antiochia con un drago ai suoi piedi: secondo una leggendaria passio, la Santa venne inghiottita dal demonio sotto forma di drago e ne uscì squarciandone il ventre con una croce; oggi è invocata per ottenere un parto facile. Sempre sulla destra, genuflesso, vi è il vescovo e martire Sant'Erasmo (o Sant'Elmo) patrono dei naviganti, raffigurato con una candela in mano; il riferimento è alle scariche elettro-luminescenti che i naviganti potevano scorgere nell'imminenza dei temporali sugli alberi maestri delle navi.

Nella cantoria posta in controfacciata è ubicato l'organo (metà XIX secolo).

Presso l'ingresso è visibile l'antica acquasantiera proveniente dalla chiesa di San Lorenzo vecchio.

©2019 di Varigotti Insieme. Creato con Wix.com